Pubblicato da: aizercast | giugno 29, 2010

Birra e Comunicazione


Birra & Comunicazione, era questo il titolo del meeting organizzato dal Birrificio Ticinese (Bad Attitude) a cui ho partecipato sabato 19 giugno scorso al fianco di alcuni nomi importanti nel panorama birra artigianale come Agostino Arioli del  Birrificio Italiano, Laurent Mousson Vice presidente EBCU (European Beer Consumers Union), Paolo Polli, Davide Bertinotti, ecc…

Come al solito ho detto solo un quarto delle cose che avrei voluto dire, un po’ per colpa dell’emozione ed un po’ per colpa del mio solito handicap del non riuscire ad esprimermi al meglio in pubblico (è anche per questo motivo che scrivo sul blog e parlo nel podcast).

L’incontro, fortemente voluto da Lorenzo, aveva come obiettivo quello di capire cosa e come comunicare birra artigianale, soprattutto visto che molte pubblicità di birre indistriali fanno sempre più uso di concetti che in realtà sono propri delle birre artigianali.

Per questa ragione siamo stati coinvolti anche noi netizen, ovvero noi cittadini della rete che scriviamo blog, partecipiamo attivamente ai social network e generiamo contenuti multimediali al solo scopo di comunicare e condividere tutto quello che ci appassiona.

Dall’incontro sono emerse diverse idee che sono state ulteriori spunti di riflessione per me e di seguito vado ad elencarle sperando di riuscire a ricordarle tutte.

Secondo Paolo Polli è necessario istruire il consumatore per insegnargli ad apprezzare al meglio il prodotto artigianale e per questo che lui con l’Associazione Degustatori Birra organizza corsi e manifestazioni sul territorio italiano al fine di erudire chi si è avvicinato con curiosità a questo mondo.

Agostino Arioli, ex membro del direttivo Unionbirrai nonché mastro birrario del Birrificio Italiano ha proseguito dicendo che non è solo il cosumatore l’unico soggetto che interviene, ma che anche i produttori devono cercare di mantenere una buona e costante qualità produttiva ed anche i rivenditori devono conservare al meglio il prodotto per poterlo servire nelle condizioni ottimali per essere apprezzato al meglio.

Davide Bertinotti ha sfoderato due cavalli di battaglia dell’associazione MoBI (Movimento Birrario Italiano) di cui è un membro attivissimo, ovvero la necessità di avere delle etichette parlanti sulle bottiglie per meglio guidare il consumatore sempre più consapevole ed un prezzo di vendita più abbordabile.

Maurizio Maestrelli, giornalista professionista nonché blogger di Birragenda ha fatto notare che sempre più spesso la carta stampata ed altri mezzi “classici” di comunicazione possono considerarsi a tutti gli effetti delle estensioni degli uffici marketing dei grandi marchi industriali oltre al fatto che il costo di una pubblicità su di un canale televisivo o su di un giornale di media diffusione è parecchio alto.

Lorenzo Bottoni a sua volta ha risposto un po’ a tutti. Secondo la sua esperienza, per abbassare il prezzo della della birra artigianale è necessario abbattere i costi fissi di produzione che sono quelli che influiscono maggiormente sul prezzo finale. Concorda con Agostino sul fatto di mantenere una costante qualità produttiva ed a domandato se una maggiore coesione tra i produttori di birra artigianale verso un fine comune non potrebbe fare nascere un “marchio” ed altre attività (vedi campagne pubblicitarie comunitarie) che possano spiegare e trasmettere il senso di birra artigianale. A sua volta ha chiesto ad Agostino se secondo lui Unionbirrai non possa essere l’associazione idonea per creare questo “marchio” (che fine ha fatto Consobir?).

Il discorso si è poi spostato sul come fare conoscere e diffondere la birra artigianale ed in questo campo siamo entrati in campo noi blogger e podcaster (aiZerCast, Birradio, Birrophilia, La Bussola della Birra, Birragenda).

Quando mi è stato chiesto di partecipare, la prima associazione mentale che mi è venuta leggendo il titolo è stata Birra ed Internet. Così ho cercato su Wikipedia il significato del termine Comunicazione ed ho trovato questo:

Per comunicazione, in senso professionale, si intende il vasto complesso di attività lavorative che spaziano dal giornalismo, all’editoria elettronica, alla comunicazione d’impresa e al marketing, passando per la cinematografia e altro ancora.

Spulciando meglio nella pagina di Wikipedia trovo qualcosa di più interessante nella nozione psicologica e filosofica del termine comunicazione:

La comunicazione (dal latino cum = con, e munire = legare, costruire e dal latino communico = mettere in comune, far partecipe) non è soltanto un processo di trasmissione di informazioni. In italiano, il termine “comunicazione” ha il significato semantico di “far conoscere”, “rendere noto”. La comunicazione è un processo costituito da un soggetto che ha intenzione di far sì che il ricevente pensi o faccia qualcosa.

Il Web 2.0 ci mette a disposizione molte applicazioni che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente (blog, forum, chat, sistemi quali Wikipedia, Youtube, Facebook, Myspace, Twitter, Gmail, WordPress, ecc.) e quindi diversi strumenti affinché avvenga questo “scambio di dati” al fine di fare conoscere e rendere noto.

Personalmente ritengo che sia lo strumento più economico, democratico e pratico che possa essere sfruttato per comunicare cosa sono le birre artigianali (al plurale proprio come piaceva al mitico Beer Hunter Michael Jackson). Da diverso tempo il mondo del cinema (e non solo) utilizza sempre più questo strumento per creare hype (ad esempio i lanci di film come Cloverfield di J.J.Abrams).

Davide de La bussola della Birra ha scritto nel suo post Io, la birra artigianale e la comunicazione che il modo migliore per fare conoscere le birre artigianali sia il passaparola degli appassionati ed anche in questo campo il web fa egregiamente il suo lavoro (Blog, Social Network, Twitter, ecc…)

…penso che il contributo che possiamo dare noi blogger è questo. Mettere una bottiglia davanti a un amico, anche se la bottiglia è virtuale e l’amico sta dietro un pc. Una comunicazione di tipo “diretto” e virale, in cui contagiare a catena chi può essere interessato a il puro e semplice edonismo di una buona birra. I miei acquisti sono notevolmente influenzati dai pareri dei miei “amici” , che si tratti di conoscere in real life o via blog/facebook o altro mezzo virtuale si voglia.

Come giustamente è stato detto da Maurizio Maestrelli nel post omonimo birragenda: Birra e comunicazione, per chi vuole uscire dal giro affollato dei soli appassionati deve comunicare:

Osservo solo che certi birrifici, dalla nascita, si sono sempre orientati alla comunicazione. Altri meno. Mi sembra anche di poter dire che chi ha comunicato più efficacemente è oggi più conosciuto di chi non lo ha fatto. Ne deduco che comunicare è importante. Per tutti. Almeno per chi vuole uscire dal giro, benché affollato, dei soli appassionati.


Forse è il caso di accorgersi che siamo usciti dalla fase pionieristica-entusiastica della birra artigianale italiana e siamo entrati nel pieno del gioco. Fatto di un mix di concorrenza e di professionalità, di qualità e costanza della produzione e di marketing (brutta parola ma necessaria), di (ancora più brutto magari) capacità di vendersi. Che non significa necessariamente prostituirsi, ma semplicemente tenere presente che per vendere beni “superflui” cioè non necessari al sostentamento umano, e la birra come il vino ne fanno parte, bisogna anche saperli raccontare. In una parola, comunicare.

Sul cosa comunicare invece, bisogna adottare strategie di contrasto rispetto alla comunicazione che sta facendo la grande industria birraria. Si potrebbe semplicemente partire dal raccontare che non esiste un solo tipo di birra ma che esistono le birre e quindi diversi gusti (direi che non è poi così difficile).

Proporrei anche di prendere spunto dallo slogan adottato da una nota azienda informatica stantunitense, ovvero il Think Different (pensare in modo diverso) e di trovare una Tag-line, ovvero una frase breve e diretta facilmente memorizzabile che riassume in modo istantaneo cosa sono le birre artigianali (Drink Different, Beer Different, ?).

Concludendo, è sufficiente raccontare che esistono le birre ed internet è lo strumento idoneo a trasmettere questo messaggio. Certo che se ci fosse una guida comune verso l’obiettivo collettivo non sarebbe male…

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Responses

  1. Ottimo post, complimenti!

    • Spero non sia in senso ironico visto questo tuo apprezzamento per me ha parecchio valore considerando il fato che è espresso da persona decisamente competente in materia di comunicazione. Ho avuto modo di ascoltarti durante l’incontro e credo tu abbia detto molte cose interessanti, soprattutto sul futuro dei microbirrifici artigianali ed industriali. Ti dirò di più, mi piacerebbe tu potessi partecipare ad un episodio del podcast per condividere con tutti gli ascoltatori molte delle cose che hai detto quella sera.

  2. Bravo Antonello!!!

  3. Stai scherzando? Non era assolutamente ironico, davvero… Ho trovato il tuo post molto completo e capace di riasssumere le opinioni espresse nel corso dell’incontro… E mi ha fatto molto piacere incontrare te e Luca di Birrophilia anche se, causa una certa senilità, so che forse farò fatica a riconoscervi la prossima volta… Però spero davvero ci siano altre occasioni come quella organizzata da Lorenzo di mettere a confronto, dal vivo, punti di vista differenti. E’ la strada giusta, quanto lunga non so, per trovare terreno in comune piuttosto che dialogare solo via internet o via forum… Per il podcast io ci sono quando vuoi, e quando posso, basta solo che mi spieghi come funziona…. 😉

  4. […] Finalmente sono riuscito a mettere on-line il video che testimonia gran parte dell’incontro Birra e Comunicazione avvenuto sabato 19 giugno scorso a Stabio in Svizzera durante l’inaugurazione del Birrificio […]

  5. […] fumetti ed il rock podsafe dei The Sway. Siamo partiti con la birra. Reduci dall’incontro Birra & Comunicazione in terra svizzera, siamo partiti con la notizia che la birra super il vino al ristorante ed abbiamo […]

  6. […] purtroppo non se ne fa nemmeno un piccolo cenno. Ulteriore dimostrazione che spesso, anzi sovente birra e comunicazione non vanno di pari […]

  7. […] intendevo per comunicare cos’è birra artigianale sfruttando il web durante l’incontro Birra & Comunicazione che si è svolto a Stabio in Svizzera qualche tempo […]

  8. […] possibile il mezzo internet attraverso il loro blog, il profilo Flickr e quello Facebook per comunicare cosa loro intendono per Birra Artigianale. Non si sono limitati “solo” a questo, hanno […]

  9. Beh, sul packaging ci sarebbe molto da dire e ipotizzare anche sul fronte della efficacia comunicativa ed anche per settori specifici come questo…


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