Pubblicato da: aizercast | gennaio 8, 2011

Bad Attitute Tasting Room, primo round: Rudolph Vs. Hipster


Abbiamo provato le due ultime creazioni di Bad Attitude Craft Beer: la Rudolph e la Hipster.

Per chi vuole saltare subito alle conclusioni finali e non gliene frega nulla di altro possiamo consigliare di andare subito al fondo del post (cercate i tre asterischi *** in grassetto), per chi invece è più curioso e vuole meglio contestualizzare la cosa prosegua tranquillamente nella lettura.

aiZerCast fa parte dei 20 Guru di Bad Attitude perché a loro dirsi siamo:

gente comune che condivide con noi la passione per la birra […]. Persone che non amano
adeguarsi ai dettami di chi dice loro cosa bere e che hanno accettato di dirci schiettamente
cosa pensano delle nostre birre.

L’idea è tanto semplice quanto geniale: loro ci mandano della birra da provare e quando l’abbiamo
bevuta, senza alcun obbligo possiamo scriverne due righe sul blog per dire che cosa ne pensiamo, nel bene e nel male perché …

Che si tratti di parole buone o cattive, a noi non importa. A noi interessa l’opinione di chi ci
beve, perché è meglio una critica sincera che cento complimenti fasulli.

Wow, dopo questa sviolinata cercheremo di non deludere le loro aspettative e saremo i più schietti e sinceri possibili.

Prima di parlarvi della Rudolph e della Hipster devo fare un altro piccolo preambolo. Non posso nascondere una certa simpatia per questo birrificio (non influenzerà comunque il mio giudizio finale), per le persone che ci lavorano e per l’estrema attenzione che hanno verso il consumatore.

A mio modesto parere Bad Attitude sta sfruttando nel modo più intelligente possibile il mezzo internet attraverso il loro blog, il profilo Flickr e quello Facebook per comunicare cosa loro intendono per Birra Artigianale. Non si sono limitati “solo” a questo, hanno ritenuto importante confrontarsi fin da subito con la blogsfera di appassionati di birra chiedendo in che modo si può comunicare sulla rete e se proprio la rete, per realtà artigianali è lo strumento giusto.

Sono stati i primi (gli unici) a lanciare in Italia (ok, prima in Svizzera) la birra artigianale in lattina in un momento dove il mercato altisonante della Birra Artigianale Italiana sembrava reclamare esclusivamente il vetro in un formato grosso (almeno 75 cl.) dimostrando di non essere affatto mainstream. Su questo punto vorrei poi ritornare. Perché ora nuovamente il vetro? Katsow, la lattina era una cosa forte, d’impatto, come mai siete ritornati al vetro?

In molti li hanno definiti dei markettari, invece hanno semplicemente compreso che oggi, avere un buon prodotto non è sufficiente a farsi conoscere, che non basta più il passaparola da piola (mannaggia, mi è scappato un termine piemontese, la “piola” è la tipica osteria piemontese, dove si mangia, si beve e ci si diverte) ma che è indispensabile parlarne tanto, meglio se farne parlare ad altri ed internet è un tam-tam straordinario.
***
Ok, detto tutto questo, ritorniamo alla Birra che deve essere la vera protagonista del post, o meglio Le Birre: Hipster e Rudolph.

Parlerò per prima di quella che mi è piaciuta di meno: Hipster, la prima birra Bio firmata Bad Attitude. La descrizione riporta:

Birra di colore chiaro ottenuta da malto Maris Otter, luppolo Perle e Mittelfrucht aggiunti in bollitura e in dry hopping. Speziata con coriandolo. Gli ingredienti sono tutti da agricoltura biologica. Abbiamo realizzato una ricetta “particolare” partendo da una pils le cui caratteristiche sono state “espanse” fino a farla diventare quello che definiamo un “Pilsner Wine”. Le aggiunte di spezie, assolutamente fuori stile, rappresentano i nostri Timothy Leary Tickets che vogliono rendere unica la sensazione gustativa di questa birra. Un omaggio al troppo vituperato guru della Neuropolitica.

L’ho stappata la sera di capodanno e non mi aspettavo certamente una Pilsener. La verso nel bicchiere e noto subito la schiuma che svanisce quasi immediatamente. Al naso avverto subito un forte odore di alcol e poi un profumo di spezie (il coriandolo). L’Alcol lo sento anche in bocca e ritorna subito al naso. Leggermente amara, direi quasi dolce (onestamente a me piacciono le birre ben luppolate). Sul mio foglietto degli appunti ho scritto che si sente anche il lievito, possibile?

Passiamo ora alla Rudolph. La descrizione riporta:

birra invernale ottenuta a partire da malti inglesi e luppoli neozelandesi e americani (Pacific Gem, Pacific Jade, Amarillo), viene speziata con ginepro, zenzero e cannella per ottenere un cosiddetto winter warmer.

Anche questa l’ho bevuta per salutare l’anno vecchio e dare il benvenuto a quello nuovo e devo dire che al naso mi ha colpito da subito il forte profumo di malto, cannella e finalmente i luppoli. L’elevata gradazione si nasconde bene dietro lo splendido equilibrio del dolce del malto e dei profumi dei luppoli. Nel bicchiere la schiuma si presenta subito bella, abbondate e soprattutto duratura.

In tutta onestà devo dire che questa birra mi è stata simpatica fin dall’inizio perché Rudolph

è un cane che si sente renna e come tale vuole vivere. Non gli importa se è nel corpo di un cane o se la società disapprova questo suo sentirsi una renna: Rudolph fa quello che gli pare. E con Rudolph noi rivendichiamo il diritto di ogni cane ad essere renna, di ogni uomo ad essere se stesso senza dover subire il giudizio degli altri.

E poi parte del ricavato della vendita di Rudolph verrà devoluto da Bad Attitude a Piazza Grande, Associazione nonprofit di Bologna che si prende cura dei senzatetto.

Se volete leggere cose ne pensano alcuni degli altri 20 Guru seguite i link di sotto:
La Tasting Room di Bad Attitude – Vol. 1 by PintaPerfetta.
Rudolph- Bad Attitude Brewery by de:La’s Blog
Un birrificio ti spedisce le proprie birre, dopodichè tu … by Happy-Hour
I guru della domenica by La Bussola della Birra
Hipster – VoppeBeer e la Tasting Room by Bad Attitude by Voppe Beer

PS: Da notare che le 4 bottiglie di birra sono arrivate nella scatola di cartone che potete vedere nella foto e che come materiale da imballo hanno utilizzato dei grani di malto d’orzo (quando si dice l’attenzione per i particolari e quindi distinguersi). Unico difetto è che l’omino di Bartolini era così incuriosito dal rumore che facevano i grani che ha scosso la scatola nel tentativo di capire cosa postesse contenere 😦 .

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Responses

  1. […] Bad Attitute Tasting Room, primo round… by Aizercast […]

  2. […] Km. Sabato 12 febbraio alle ore 16 presso lo Stato Liquido di Torino verranno degustate le birre di Bad Attitude. Sempre alle ore 16 presso il Bir&Food di Roma verranno degustate le birre di MaltoVivo. Stato […]


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