Pubblicato da: aizercast | ottobre 28, 2009

Birra Moretti festeggia 150 anni con la Gran Cru, birra ambrata rifermentata in bottiglia


La Birra Moretti, la famosa birra del baffo fu fondata nel 1859 da Luigi Moretti ad Udine e nasceva come Fabbrica di birra e ghiaccio. Quest’anno compie 150 anni e per festeggiare tutti questi anni di tradizione, i mastri birrai di casa Moretti hanno creato un prodotto che strizza l’occhio alle birre artigianali: Birra Moretti Grand Cru, una birra ambrata rifermentata in bottiglia.

Sul sito viene così presentata:

La birra si presenta, nel calice, di colore ambrato con riflessi aranciati, candida schiuma compatta e persistente. I profumi sono intensi e articolati: all’inizio si percepisce l’invitante erbaceo del luppolo ma è il fruttato il carattere dominante (albicocca, agrumi canditi, pesca sciroppata) seguito da una punta di speziatura e le note calde del miele d’acacia. Il prodotto si presenta in una distintiva bottiglia da 750 cc con tappo in sughero, protetto da una gabbietta metallica. Per gustare al meglio il prodotto è bene conservare sempre la bottiglia in posizione verticale e non scuoterla. Birra Moretti Grand Cru va servita ad una temperatura di 8–10 gradi, lasciando sul fondo della bottiglia i depositi di lievito derivanti dalla rifermentazione in bottiglia.


Curiosità: la leggenda dell’etichetta
Tutti conosceranno l’uomo baffuto presente sull’etichetta delle birre Moretti, e la storia di quest’etichetta è abbastanza singolare. Nel 1942 e la Birra Moretti era già bevuta ed apprezzata in tutto il Friuli, da oltre ottanta anni. Un giorno il Commendatore Lao Menazzi Moretti vide un simpatico e baffuto vecchietto seduto ad un tavolino della trattoria Boschetti di Tricesimo (Udine). Era il personaggio che cercava per rappresentare il carattere e la personalità della propria birra: genuino, tradizionale, autentico. Il Commendatore Moretti non se lo lasciò scappare, lo avvicinò, gli chiese il permesso di fotografarlo e che cosa volesse in cambio. “Cal mi dedi di bevi, mi baste” rispose l’uomo in dialetto friulano, ovvero “Mi dia da bere, a me basta”. Probabilmente uno dei testimonial meno costosi della storia.

Fonte | BEVERFOOD NEWS

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Responses

  1. Eh eh… simpatica questa storiella, mi sono sempre chiesto da dove venisse il baffuto.
    Al di là del testimonial, è solo un’operazione commerciale o in questa birra c’è di buono?

    • Luca di Birrophilia ti ha risposto per me: operazione squisitamente commerciale

  2. Ah, la Moretti Grand Cru.
    Ultimamente ha destato parecchio scandalo questa etichetta. Io non l’ho ancora assaggiata quindi non posso testimoniare, ma pare sia molto simile alla belga Affligem Blonde. A supporto della tesi, il codice a barre del prodotto suggerisce lo stesso produttore. Ah, “I mastri birrai di Casa Moretti”… 😉

    Comunque auguri al birrificio 🙂

    • Che tristezza!

  3. Tutto chiaro.


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