Pubblicato da: aizercast | agosto 22, 2011

Nivura del Birrificio Scarampola, birra di castagne essiccate


L’estate si sà è tempo di maggiori assaggi, lo dicono anche le statistiche e luglio ed agosto sono i mesi in cui noi Italiani consumiamo più birra, pare che la consideriamo una bevanda scaccia canicola, ed anche se non è esattamente il mio caso (consumo regolare nonché responsabile), ammetto che l’estate consente di girare di più e quindi di assaggiare qualche nuova birra “del posto”.

Quest’anno mi sono trovato nuovamente in Liguria, per la precisione in quel di Loano ed in uno dei bar presenti nel budello ho trovato in bella vista qualche bottiglia di Nivura del Birrificio Scarampola. Incuriosito mi sono avvicinato ed ho letto l’etichetta che riporta all’incirca questo:

Ale ad alta fermentazione (6,5% Vol.), non pastorizzata, prodotta con una percentuale di “Castagne essiccate nei tecci di Calizzano e Murialdo” (Presidio Slow Food).

Castagne essiccate nei tecci di Calizzano e Murialdo? Beh, wow! L’etichetta faceva ben sperare, ed anche se solo interrogando successivamente Google ho scoperto cosa erano le castagne essiccate nei tecci, comunque ho acquistato una bottiglia (9,00 euro).

Di birra alle castagne (uno stile molto italiano) ne ho assaggiate un po’ e diciamo che mi sono ben “abituato” alla Strada San Felice del birrificio Grado Plato grazie a Pier ed alla sua Pizzeria La Margherita, ma ho anche assaggiato la Palanfrina del birrificio Troll alla Bastarda Rossa del birrificio Amiata, la Petra del birrificio Corso e, per finire in bellezza la Bastarnà del birrificio Montegioco (quando la si trova da Eataly).

Versandola nel bicchiere colpisce subito il bel colore ambrato scuro tendente al rossiccio e la bella schiuma che si forma ma che rapidamente svanisce. Al naso si sente subito un profumo di affumicato (suppongo le castagne essiccate) ed anche al gusto la prima cosa che colpisce è l’affumicatura (mi ha ricordato un po’ la Nanorò del birrificio Grado Plato) ma null’altro, veramente null’altro (il malto ed il luppolo non sono riuscito a sentirli). Insomma, non è una birra che ha difetti evidenti (e chi sono poi io per dirlo): buona gasatura, bella schiuma anche se come ho detto prima svanisce un po’ in fretta, bel colore, ma questo sentore di affumicato (che non mi dispiace affatto) compre un po’ troppo gli altri profumi/sapore (oppure sono gli altri profumi/sapori che non sono così evidenti da emergere?).

Tutto sommato è una buona birra, ma devo ammettere che colpisce più l’etichetta. Magari il bar dove l’ho comprata l’ha lasciata un po’ troppo esposta alla luce, magari anche il viaggio di ritorno, il caldo l’hanno un po’ rovinata, anche se prima di consumarla ho atteso una settimana dal rientro.

Seguiranno a breve altri post di assaggi estivi 🙂 .

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