Pubblicato da: aizercast | agosto 20, 2011

Dylan Dog il film: non tutto il male viene per nuocere

Finalmente ho visto il film Dylan Dog: Death of Night e devo confermare quasi tutte le mie perplessità espresse nel precedente post. Devo anche ammettere che non è proprio tutto da buttare via, anzi ci sono alcune idee niente male ma prima di tutto voglio raccontarvi un po’ di questo film (Attenzione: SPOILER!, quindi se volete vederlo senza rovinarvi la “sorpresa” non proseguite nella lettura di questo post).

La prima sequenza di scene lascia proprio ben sperare, sono un chiaro omaggio all’Indagatore dell’incubo come lo conosciamo noi amanti del fumetto. Le inquadrature sulla scrivania di Dylan e sugli oggetti che appartengono al personaggio: il galeone, il clarinetto, il suo diario, quasi tutto perfetto, dico quasi perché manca il poster del The Rocky Horror Picture Show, ma credo che anche qui a bloccare il tutto siano stati i tremendi diritti d’autore (ma è veramente così impossibile fare una citazione?).

Peccato che tutto finisca qui, già alla tazza di Scotland Yard ed alla foto (cosplay?) con Groucho il quinto senso e mezzo inizia a pizzicare. Va bene, il fatto che Groucho non ci fosse per problemi di diritti lo si sapeva, un po’ come i colori invertiti del maggiolone, però l’idea di questo Dylan che è in “pensione” a New Orleans e che fa l’investigatore privato a caccia di tradimenti stona, per non parlare della sua estrema praticità con le armi (carica il tamburo della pistola più velocemente di Sam il ragazzo del west, conosce le bombe al magnesio ed il tirapugni poi..) ed il fatto che sia così muscoloso, proprio non riesce ad andarmi giù.

Devo ammettere però che l’ambientazione a New Orleans non è affatto male, anche se molte idee sono state copiate da telefilm di successo come True Blood (vedi il sangue dei vampiri venduto come droga agli esseri umani) e Buffy l’ammazzavampiri (le ambientazioni e gli scontri nei cimiteri) e da film come Underworld (licantropi e vampiri che cercano la supremazia).

Molti atteggiamenti del Dylan del film non rispecchiano il personaggio del fumetto. La sua sfrontatezza, il fatto che sia poco mentale e più per le vie di fatto, “pesta” giù di brutto (a farne le spese è un licantropo piuttosto grossino) e poi ci sono vere e proprie scene da far west quando entrano nella tana di Vergas. La battuta peggiore poi (lo so che l’ho già detta) è quella dove dice “nessun piano, solo pistole più grosse”.

La parte più divertente di tutto il film riguarda Marcus, il nuovo assistente di Dylan, colui che ha sostituto di Groucho. Marcus non ha il tempo di essere presentato agli spettatori che passa a “miglior vita” e diviene uno zombie. Incredibile ed estremamente comico il mondo nascosto dove vivono gli zombie: i fast food, il supermarket con i “pezzi di ricambio” per parti del corpo oramai in via di putrefazione ed i centri di recupero per chi non vuole accettare come Marcus, di essere diventato un non morto. Peccato solo che gli zombie da nemici di Dylan nel fumetto siano diventati comunque amici nel film.

Non mancano nemmeno le citazioni e gli omaggi. Scopriremo che Sclavi (il papa’ del personaggio di Dylan Dog) è un vampiro anziano che custodisce una chiave speciale, mentre il noto editore Bonelli è il più vecchio vampirio “vivente”, grande conoscitore di storie e leggende antiche, nonché grande amico del nostro Dylan. Poi nel film c’è anche stato il fantastico lancio della pistola a Dylan, un “Giuda ballerino” ed un “quinto senso e mezzo” che pizzica. Per finire, quando Dylan e Marcus cercano un vampiro e riescono ad entrare nella sua tana, scoprono che questo vampiro ha una bara all’avanguardia piena di prodotti della Mela e Marcus esclama: non sapevo che la Apple facesse le bare. 🙂

Per concludere, questo NON è il film di Dylan Dog l’indagatore dell’incubo, perché ha poco a che vedere con il personaggio del fumetto che conosciamo. Però devo ammettere che mi ha anche divertito e che in alcuni momenti è riuscito a ricordarmi le storie dei primi albi, quelle con i mostri di sempre. Questo mi ha fatto pensare che forse, una revisione del personaggio fumettoso non sarebbe poi così male perché, diciamocela tutta, le storie che leggiamo adesso non hanno più quella magia di un tempo (tranne rare eccezioni) e che magari qualche cambiamento coraggioso si dovrebbe fare per riaccendere la fiamma e magari per accaparrarsi nuovi lettori. Magari rendere Dylan più avverso alla tecnologia, sarebbe bello vedere un horror, un vero horror ai nostri tempi e vedere combattere mostri ed affini con l’ausilio della tecnologia…

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