Pubblicato da: aizercast | novembre 18, 2009

La grappa di birra, ovvero i distillati di Birra


Leggendo sul sito In Birrerya, su Cronache di Birra e su Beverfood, parrebbe proprio che quest’anno sia l’anno delle grappe di birra, ovvero dei distillati di birra.

Il tutto sembra partito da un caso di emergenza, come riportato da In Birrerya, presso il birrificio del mastro birraio Armand Debelder, un termostato difettoso nella sala di maturazione fa esplodere un bel po’ di bottiglie (causa l’aumento della temperatura) e le rimanenti sarebbero state buttate, se non fosse stato per l’idea di Lydie (compagna di Armand) di distillarle. Ecco che così nasce l’Eau de Vie (o Spirits d’Armand)

La Duvel risponde con Duvel distilled (notizia riportata da Beverfood), ma in ambiente birrario, in particolare in Belgio e Germania, questa non sembra essere una prassi del tutto sconosciuta, infatti è “facile” notare in qualche birreria la Chouffe Coffe, il liquore prodotto dalla distillazione della Mc Chouffe con estratti di caffé.

Ma facciamo qualche passo indietro per capire meglio di cosa stiamo parlando. La nascita “ufficiale” della grappa di birra di alta qualità si può fare risalire al 1990, quando un piccolo e sconosciuto distillatore tedesco presentò ad una gara internazione un distillato di birra che fece davvero furore.

In questo ambiente si sa, in molti seguono i buoni esempi e quindi distillare la birra per poi farla stagionare in botti di quercia, ma cos’è un distillato di birra? Semplice la birra pronta viene distillata, dopodiché il grado alcolico viene abbassato per renderlo bevibile. Tanto più forte è la birra prodotta, tanto più alto il contenuto alcolico e l’aroma del prodotto.

Wolfram Ortner (ex campione di sci austriaco con la passione per i distillati) dice:

Non è interessante distillare una normale Märzenbier (birra scura forte), è sicuramente più divertente distillare una Weizenbier (birra di frumento) e cercare di ritrovare le sue tipicità nella grappa ricavata. Lo spettro aromatico spazia dalle tonalità della mela e della pera fino al malto e al caramello con lievi reminiscenze di luppolo. Il distillato viene messo in botti di quercia o in barrique e manda un caloroso saluto al fratello whisky.

Normalmente con una pils – anche se dipende sempre dalla stilistica della birra – i toni si dirigono verso la mela, la pera e il luppolo. Una birra forte o doppio malto avrà intense note di caramello e una Hefe-Weizen quelli freschi di mela, pera e lievito. La grappa è uno specchio “di spirito“ dell’arte birraia. Per migliorare la qualità del distillato, si producono oggi delle birre base studiate per questo utilizzo specifico, non filtrate per uno spettro aromatico più intenso.

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Responses

  1. Per quanto sia enormemente ignorante in materia, non mi dispiacerebbe passare in rassegna tutti questi distillati. Se non altro, appunto, per verificare quanto siano “lo specchio” dell’anima delle birre da cui derivano 🙂

  2. […] This post was mentioned on Twitter by aiZerCast, Alberto. Alberto said: RT @aiZerCast: La grappa di birra, ovvero i distillati di Birra http://bit.ly/2yHEjS […]

  3. interessante l’articolo!
    andrò senz’altro a cercare il distillato.

    ATTENZIONE, però!!

    la grappa non centra proprio nulla.
    la grappa è un distillato (o sinonimo acquavite) da vinaccia (buccia dell’uva). l’uva da cui deriva la vinaccia, la fermentazione e la distillazione deve avvenire in Italia; quindi è un prodotti italiano e la BIRRA (che deriva invece, da cereali) non c’entra proprio nulla.

    è improprio chiamare “grappa”, anche quella la mirtillo o mela verde. sono tutti liquori, che nella migliore delle ipotesi, hanno, come ingrediente, la grappa. rimangono comunque, a tutti gli effetti, liquori.

    se t’interessa l’argomento, puoi visitare sul web o fisicamente il museo della grappa e del vino in Trentino http://www.MuseoTrentino.it

    ciao

    • Grazie Silvio per il tuo commento e per le informazioni preziose che ci lasci. Il titolo che volevo pubblicare era “Grappa di Birra o Distillato di Birra?”. Poi ho cliccato pubblica ed è rimasto il titolo provvisorio. Visto che il link è rimbalzato ovunque (twitter, facebook, ecc..) mi spiaceva cambiarlo. Bello il link che hai inserito e vedo che ti intendi anche parecchio di Distilalti 🙂 Ciao

  4. Ciao Luca, sempre ben lieto di ritrovarti su questo blog. Alla voce Wolfram Ortner ho inserito un link ad un doc pdf che pubblicizza 3 distillati di birrifici austriaci e tedeschi. Il loro prezzo è veramente interessante ed io credo che saranno tre belle idee regalo, ghiotta occasione per assaggiarli anche no? Mi fa parecchio riflettere il loro prezzo…

  5. […] vera sorpresa però è stato scoprire che producono anche l’aceto di birra. Dopo i distillati di birra, ecco una nuova trasformazione di questo nettare prelibato. Ma non è finita qui, ho anche saputo […]

  6. Anche noi abbiamo realizzato un esperimento di distillazione di birra, per ora a livello di laboratorio. Intendiamo proseguire studiando le varie frazioni estraibili e caratterizzandole dal punto di vista organolettico . Chi è interessato ci segua sul nostro blog ! Un saluto a tutti…. .


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