Pubblicato da: aizercast | maggio 14, 2009

Cosa sta succedendo al mondo della birra artigianale in Italia?


La domanda che mi sto ponendo da qualche tempo è: cosa sta succedendo al mondo della birra artigianale in Italia? Il quesito nasce dalla lettura di post (sopratutto commenti) molto interessanti sui vari blog di appassionati di birra e dai diversi thread sul forum di MoBI.

Mi sono appassionato alla birra artigianale nemmeno due anni fa ed all’epoca esistevano solo due associazioni: Unionbirrai, associazione culturale nata dalla spontanea esigenza di difendere un prodotto unico come la birra naturale di produzione artigianale, vittima potenziale di imprenditori impreparati o poco scrupolosi. Associazione Degustatori Birra che tra le sue finalità ha quella di educare al consumo della birra e della sua degustazione.

Mi sembrava tutto molto chiaro, un’associazione per i produttori di birra artigianale (Unionbirrai) ed un’altra per i consumatori di questo prodotto (l’Associazione Degustatori Birra anche ADB). Volendo c’è anche AssoBirra, l’Associazione degli industriali della birra e del malto, ma diciamo che “per ora” non ha ancora molto a che fare con la Birra Artigianale Italiana, per ora…

Marzo 2008, al Pianeta Birra di Rimini, Teo Musso annuncia la nascita di Consobir, il Consorzio Birrai Italiani Riuniti, consorzio che punta tutto sul prodotto italiano con materie prime italiane, che vuole diventare la guida per il mondo birrario artigianale italiano. Il consorzio nasce da una costola di Unionbirrai (forse anche duo o tre).

Ottobre 2008, un post sul newsgroup it.hobby.birra annuncia il divorzio tra Kuaska (Lorenzo Dabove) ed Unionbirrai, spiegato meglio sul blog Cronache di Birra. Mi sorge così il sospetto che Kuaska possa approdare al Consobir.

Nel gennaio 2009 viene lanciata BQ Tv, la prima trasmissione televisiva italiana sulla birra artigianale, pensata ed organizzata da ADB. Progetto che si affianca all’Italian Beer Festival (IBF), manifestazione itinerante che si occupa di fare conoscere la birra artigianale in molte città italiane (Milano, Roma, Alessandria, ecc).

Marzo 2009, a Pianeta Birra a Rimini (manifestazione eletta per gli annunci importanti), Lorenzo Dabove assieme a Luigi D’Amelio, Davide Bertinotti, Max Faraggi, Daniele Merli e altri, annunciano la nascita del MoBI, il movimenti birraio italiano, un’associazione indipendente dagli interessi economici di produttori e distributori, trasparente nei rapporti con tutti, aperta ai contributi di tutti.

Riepilogando ci troviamo con due associazioni per i produttori di birra artigianale: Unionbirrai e Consobir (di quest’ultima, però, non ho mai più sentito nulla all’infuori di un’intervista rilasciata da Teo Musso a Tony Manzi per il suo ottimo podcast Birradio, intervista dove si parla anche del famigerato luppolo italiano) e due associazoni per i consumatori di birra: ADB ed il MoBI.

Sempre a Pianeta Birra, il diabolico genio di Teo Musso svela il progetto Open Baladin, la seconda birra Open Source, ma non ci troviamo davanti ad una “semplice” birra con la ricetta aperta sullo stile del software libero. Ci troviamo di fronte ad uno dei progetti di marketing più grossi che questo ambiente abbia mai conosciuto in Italia. Una serie di locali con il marchio Open, una linea di abbigliamento, ecc…

Da questo momento in avanti la confusione inizia ad essere tanta, come la mia disillusione e penso che in questo ambiente, non sia la passione il vero motore ma gli interessi economici ed il ben più ambito prestigio (generalizzando, penso che ci siano anche elementi che invece nutrono solo ed esclusivamente passione). Inizio a sospettare che la nascita di Consobir sia servita anche a portare via Kuaska da Unionbirrai.

Con l’apertura del primo locale Open, pare che l’annoso problema dei prezzi elevati delle birre artigianali si sia magicamente risolto (solo nel locale però). Com’è che questo prezzo magicamente si riesce ad abbattere? Possibile che i mastri birrai si stiano sacrificando tanto? Possibile che vadano in perdita? Possibile che una birreria già avviata, che abbia ammortizzato in gran parte i costi degli impianti non riesca a vendere il prodotto ad un prezzo abbordabile?

A tal riguardo faccio il paragone con il vino. Una bottiglia di Nebbiolo, annata recente (2006 o 2007), costa sotto i € 15,00. Senza nulla levare alla birra artigianale che è la mia bevanda preferita, mi sembra un po’ cara una bottiglia da 0,75 lt. allo stesso prezzo. Birra ne puoi fare quanta ne vuoi, difficilmente si esaurirà il malto. Non ci troviamo nemmeno di fronte ad un prodotto stagionale, la si può fare tutto l’anno.

Per diffondere la conoscenza e la cultura della birra artigianale, la questione prezzo non può essere di seconda importanza. Per riuscire a fare colpo sui consumatori non deve costare troppo, a meno che non la si voglia fare divenire una bevanda elitaria.

Cosa dicono MoBI e ADB al riguardo?

Al momento sono forse più impegnati a farsi la guerra a suon di post e commenti sul web invece che a sottolineare queste cose ed a proporre soluzioni. Ad esempio promuovere i locali che servono birra artigianale di qualità ad un prezzo decente (a Milano, per esempio, il 20 settembre 2008 è nato BQ con 20 spine di sole birre artigianali italiane, ma anche qui a prezzi…), cercando di favorire quei locali che intendono farlo, organizzare serate per informare e diffondere la cultura della birra artigianale, ecc…

Non fraintendetemi, è un bene che le associazioni siano così attive sul web e che seguano quanto più possibile chi parla di birra artigianale (e dove serva correggano). Alcune attività io le intensificherei sfruttando al meglio questo strumento creando materiali multimediali fruibili gratuitamente come video podcast su come si fa la birra in casa o documentari, podcast audio, corsi on-line, ecc… Il web è uno strumento potente se utilizzato bene, ma non deve essere l’unico.

Ultima notizia, e con questo finisco, è l’interesse di Assobirra per microbirrifici artigianali, e l’incontro avvenuto presso il Birrificio la Piazza dei Mestieri a Torino tra Assobirra, appunto ed i microbirrifici piemontesi e liguri. A tal proposito, cosa pensano Consobir ed Unionbirrai?

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Responses

  1. Ormai sembra che la questione “come promuoviamo la birra artigianale” sia l’unica rimasta quasi irrisolta.
    Le associazioni, i produttori e diversi gestori ormai hanno dato risalto al prodotto. Gli uni creando birre di qualità, gli altri garantendone la classificazione e facendola consocere ai consumatori.

    Quello che metti in risalto tu, giustamente, è secondo me il lato “umano” della questione. O meglio: si tratta sempre di persone che vanno più o meno daccordo con altre. Purtroppo questo in alcuni casi sembra essere andato in primo piano rispetto agli obiettivi comuni.
    Quindi come dicevi tu sembrano in corso diverse “telenovele” che francamente a me che vado cercando una buona bottiglia non interessano praticamente per niente.

    Forse si è saliti tutti insieme su un onda ( quella della novità “birra artigianale” ) cercando di spingerla ulteriormente mettendo in piedi grandi cose e grandi realtà che sono ancora troppo disarticolate e impreparate ( le associazioni, non le persone ) per potersi “muovere” agilmente nel mercato e tra gli appassionati.

    Ugualmente forse è bene provare a puntare ancora sulle realtà locali ( microbirrifici, pub e pro-loco, addirittura ), chissà che magari un po’ di pubblicità e qualche breve incontro qui e là riescano con capillarità a “diffondere il verbo” con efficacia e senza troppe complicazioni, che evidentemente una realtà nazionale non può evitare.

    Sempre tutto rigorosamente IMHO 😀

    PS: grazie della citazione 😉

  2. perdonami, ma secondo me hai fatto confusione…

    ADB (Associazione Degustatori Birra)
    leggi artt. 1 e 3 dello statuto di ADB, più che un’associazione di consumatori è un’associazione che ha come scopi principali “la formazione professionale di sommelier”; “manifestazioni fieristiche”; “marchi di qualità” ecc ecc

    UB probabilmente sta diventando un’associazione di categoria, ma inizialmente non lo era.

    oltre a “Lorenzo Dabove” UB aveva perso altri pezzi da 90…

    Ciao! 😉

  3. @Luca, sempre IMHO, ci mancherebbe.
    La mia domanda credo sia la domanda di molti.
    Tante associazioni, tante dichiarazioni tipo campagne elettorali creano solo troppa confusione. Onestamente inizio a chiedermi se sia giusto pagare una bottiglia di birra 10 euro e se Assobirra gioverà ai piccoli produttori.
    La citazione è meritatissima, anzi, grazie a te.

    @Velleitario, grazie per essere passato da qui e grazie per avere contribuito con il tuo commento. E’ vero che ADB non è proprio come MoBI, ma sarebbe bello che anche loro facessero notare le cose poco chiare, d’altronde vogliono la diffusione della cultura Birra Artigianale. Se qualche cosa non va la si deve dire, anche a costo di risultare antipatici o di non assecondare il pensiero di chi si ritiene più in alto.

    • figurati. 🙂
      Scusa, ma non ho capito chi dovrebbe far notare le cose poco chiare? Ti riferisci ad ADB?
      Ciao!

      • Ho sbagliato ad utilizzare la definizione “poco chiaro”. Le associazioni che si impegnano a promuovere il consumo consapevole del prodotto birra artigianale, MoBI per prima, ma anche ADB (comunque ADB intende “educare al consumo della birra e della sua degustazione”) potrebbero fare notare la questione prezzo in maniera un po’ più aperta e chiara, anche a costo di esporsi.

        Quando si fa la degustazione, il prezzo potrebbe essere presentato e magari anche commentato. Che male ci sarebbe a dire: non è che la paghiamo un po’ cara e che magari si ha l’intenzione di farla diventare un prodotto elitario?

        Ma non è solo la questione prezzo, noto che c’è un po’ di titubanza nell’andare contro corrente (non per il semplice gusto di farlo), nell’esprimere apertamente i propri pareri per paura di non so cosa. Insomma, mi piacerebbe vedere un atteggiamento più critico da parte di delle associazioni dei consumatori di birra nei confronti dei microbirrifici ed i loro prodotti.

  4. Oltre a cercare di visitare più birrifici ed eventi possibile, più frequento “virtualmente” questo settore tra siti/forum personali o di associazioni trovo reperti quasi archeologici che dimostrano come queste “faide” siano in corso da diverso tempo.

    Ovviamente ci sono, come in ogni caso simile, pareri differenti, e questo è normale. Quello che invece non mi torna è che le discussioni a riguardo ( anche sotto forma di semplici allusioni o frecciatine ) emergano nei posti e nei modi che in teoria sono nati per promuovere il prodotto. Mi sono ingarbugliato forse, ma intendo dire che queste inimicizie prendono molto spazio e molta visibilità grazie agli strumenti che inteoria servono a comunicare ai neofiti o attrarre nuovi consumatori.

    Chiaramente questo purtroppo è controproducente, pur non toccando direttamente “la birra”. Anche perchè forse, si mettono nel mazzo argomenti a volte pretestuosi e quindi si fa caciara senza risolvere niente. Ma poi… non siamo tutti appassioanti di birra ? Non siamo tutti contenti se impariamo qualcosa di nuovo e magari contagiamo qualcun altro con questo interesse ?
    Capisco se di fronte a certe incomprensioni “cruciali” si scatenassero i professionisti… ma sembra che si facciano crociate “di principio” anche quando si tratta di un hobby, un passatempo. Il chè mi sembra la classica zappa sui piedi…

    PS: voi che siete in zona quando andate all’Open di Cinzano ? 🙂

  5. Spero molto presto di riuscire ad andare all’Open di Cinziano… 🙂 Ovviamente seguirà un post corredato da galleria dettagliata.

  6. dicevamo su Assobirra…??

    • su Assobirra non ho detto molto. Mi incuriosisce l’interesse ad associare i microbirrifici, in particolare modo tutto il lavoro che sta compiendo ultimamente, come se avesse una certa fretta. La cosa che però ancora più mi stupisce e che Consobir non dica nulla, soprattutto se si pensa che, e non ne sono ancora del tutto sicuro, quindi prendetela con le pinze, Baladin si sia associato ad Assobirra.

  7. senza polemica, mi pare che in questo post ci siano alcune idee piuttosto confuse e non corrispondenti al vero. UB è storicamente l’associazione culturale di appassionati e di produttori di birra artigianale. in passato a causa di frizioni fra gli appassionati ed i professionisti c’è stata una proposta, poi bocciata, di creare sue anime distinte all’interno della stessa associazione. questo ha portato alla fuoriuscita di un certo numero di appassionati fra cui alcuni nomi storici. Kuaska ne è uscito successivamente per conflitti personali riguardo alla sua attività in UB che non sta a me esplicitare. Consobir non c’entra nulla con la sua fuoriuscita, è un consorzio nato per ovviare ad alcune mancanze di inizitiva di UB. di fatto non si è mai capito che attività abbia svolto in concreto. ADB non è un’associazione di consumatori, ma un’associazione culturale che ha come scopo quelli riportati da velleitario, come tale sarebbe sovrapponibile ad alcune attività di UB, anche se di fatto molti (fra cui io) l’hanno sempre vista come un mero supporto all’attività commerciale dei suoi consiglieri direttivi eletti per statuto a vita. MoBI è un’associazione di consumatori con scopi culturali e di difesa degli interessi degli stessi, essendo nata da poco non ha di sicuro ancora svolto una grande attività ma molte iniziative sono in fase di sviluppo. è vero che fra alcuni componenti di MoBI e ADB non esiste grande stima ma gli interventi bellicosi di cui parli sono sempre stati fatti a titolo personale su it.hobby.birra ed il altri siti web. non ne troverai alcuno sul forum MoBI, dove invece cercando troverai diverse segnalazioni di locali con prezzi e stigmatizzate diverse situazioni sfavorevoli ai consumatori. ovviamente tutto ciò non è sufficiente per un’associazione di consumatori, ma siamo ancora all’inizio

  8. […] quanto concerne le birre abbiamo parlato del post Cosa sta succedendo al mondo della birra artigianale in italia? scritto sul nostro blog e delle domande che ci stiamo ponendo riguardo il mondo associativo birra […]

  9. […] impazientemente il comparire della pagina web del sito dell’associazione) in un momento di confusione dell’ambiente associativo appassionati di birra artigianale italiana. A distanza di un anno questa associazione sta cercando di farsi sempre più largo nel mondo degli […]

  10. […] male (non è stato affatto pubblicizzato e l’idea di potere assaggiare la birra ossidata di Teo Musso a soli 2 euro era veramente allettante). […]

  11. Ragazzi occhio a fare paragoni col Nebbiolo che il Nebbiolo non teme paragoni con nessuno… 😉


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